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Sergi Barnils è nato il 6 settembre 1954 a Bata, capitale della Guinea Equatoriale.

Questo Stato, colonia spagnola fin dal 1859, fra il XIX e il XX secolo divenne meta di numerosi agricoltori e commercianti in cerca di fortuna. Il padre di Sergi, originario di Sant Cugat del Vallès, borgo situato nei pressi di Barcellona, vi arrivò verso gli anni ’30. Sposato con una ragazza spagnola, si trasferì a Bata, dove ebbe il primo figlio. Quando però, nel 1956, il territorio divenne una provincia del Golfo di Guinea, la famiglia Barnils fece ritorno in Catalogna.

Sergi Barnils quindi visse a Bata solo per un anno e mezzo, periodo di certo molto breve, ma sufficiente perché l’Africa, con i suoi colori e le sue tradizioni, gli si fissasse, indelebile, nella memoria.

Fin dalla più giovane età, Barnils dimostrò una chiara propensione per il disegno, tanto che i genitori lo iscrissero alla scuola d’arte di Teresa Farrés. In seguito, frequentando il collegio Viarò di Sant Cugat, continuò a interessarsi assiduamente alle materie di carattere artistico.

Incoraggiato dal padre, Barnils portò avanti la propria vocazione pittorica, che ebbe un primo riconoscimento a livello nazionale quando, nel 1966, egli ottenne il premio straordinario all’VIII Concorso Nazionale Giovanile d’Arte di Barcellona, con una gouache.

Pochi anni dopo, attratto dalla musica, iniziò a dedicarvisi intensamente: si deve probabilmente anche all’influenza esercitata su di lui da questa forma d’arte se Barnils indirizzò il proprio linguaggio pittorico verso un mutamento radicale, che si tradusse nell’abbandono della fedele rappresentazione della realtà circostante, per arrivare ad abbracciare un’espressione artistica che rendesse visivamente il suo più intimo sentire.

Senza dubbio il risultato non poteva ancora dirsi del tutto autonomo dall’influenza delle più importanti correnti dell’arte contemporanea, tuttavia tale svolta segnerà definitivamente, e in modo cruciale, la produzione successiva dell’artista.

In seguito, abbandonata la Facoltà di Giurisprudenza dopo due anni di studi, Sergi Barnils fu inserito nel reparto di ceramica artistica dell’industria paterna. Nel 1975, mentre prendeva lezioni alla Scuola Professionale di Barcellona dalla ceramista Angelina Alòs, si trovò a frequentare lo studio del pittore Nolasc Valls e la Facoltà di Belle Arti di Barcellona: è in questi anni che il colore inizia ad avere un ruolo di fondamentale importanza per il suo fare arte.

Dopo la chiusura della fabbrica di ceramica e un iniziale tentativo di aprire un laboratorio in proprio, Barnils prese la decisione di dedicarsi esclusivamente alla pittura. A questa scelta lo portarono alcuni fatti significativi, avvenuti fra gli anni ’80 e ’90: primo fra tutti il legame di amicizia con gli artisti Figueras, Minuesa e Codò, che aprirono uno studio vicino al suo e lo stimolarono al confronto con l’arte, e in seguito il viaggio intrapreso nel 1990 a Maiorca.

Fu quindi solo con l’inizio degli anni ’90 che Barnils si dedicò pienamente alla pittura: nel frattempo il suo linguaggio artistico aveva ormai raggiunto la piena maturità e la sua opera, inizialmente influenzata dalle principali correnti contemporanee, quali l’impressionismo o gli informali, si era andata precisando in una forma definitivamente personale.

Attraverso un segno geometrico che si stempera nell’utilizzo dei colori, protagonisti assoluti della sua pittura - e senza dubbio anche della sua più recente produzione scultorea - Barnils è giunto quindi a condensare nelle proprie immagini, sia pure astratte e dense di graffiti primordiali, le sue più intime riflessioni sulla condizione umana: dalle sue opere, ma soprattutto dai suoi colori gioiosamente festanti si sprigiona così un intenso sentimento di celebrazione della bellezza della vita, in ogni sua forma e divenire.

Attualmente Sergi Barnils vive e lavora a Sant Cugat, nei pressi di Barcellona.

Dopo la prima mostra personale, tenutasi alla Galleria Maravia di Tordera (Barcellona) nel 1980, una serie ininterrotta di esposizioni, personali e collettive, ha portato le sue opere nelle più importanti gallerie e musei del paese - a Barcellona, Girona, Maiorca, Zaragoza, Logroño e Madrid - e le ha fatte conoscere ed apprezzare dal pubblico spagnolo.

Negli anni ’90 Barnils ha iniziato ad esporre inoltre in Germania - del 1993 è la personale alla Galerie Brauer di Berlino, seguita nel 1996 da quella ad Amburgo, alla Galerie E-96 - in Austria, dove gli sono state dedicate numerose mostre personali dalla Galerie Am Opernring di Vienna, in Belgio e in Olanda.

Molto apprezzate dalla critica e dal pubblico internazionale, le sue opere sono state presentate in Italia nel 1996 a Milano con una mostra alla galleria Spirale Arte.

Nello stesso anno Barnils ha vinto il Premio Internazionale di Pittura a Tossa de Mar (Girona).

Fra le ultime esposizioni, si ricordano le mostre personali a Vienna, alla Galleria Am Opernring, al Palazzo Racani Arroni di Spoleto (La morada inmutable, a cura di M. Corgnati), alla Galleria Mari Artecontemporanea di Imbersago (Lecco) e alla Galleria Sansoni di Pavia;

ha partecipato inoltre ad ArteFiera di Bologna e al MiArt di Milano.

Sue opere sono conservate nei musei di Girona, Barcellona, Praga, Instanbul e Logroño.

Nel 2007 gli viene dedicata una mostra pubblica curata da Vladek Cwalinski e Stefano Fugazza, allestita nella suggestiva cornice di Castell’Arquato (PC).

Nel 2008 viene accolto a Clusone per una duplice esposizione alla galleria Franca Pezzoli e del Museo del Complesso dei Disciplini.

Nello stesso anno allestisce anche una personale alla galleria Eventinove di Torino e un’antologica di lavori degli anni Novanta alla galleria MarcoRossi SpiraleArte di Verona.

Nel 2009 Barnils viene poi invitato ad allestire una personale al Museo di Palazzo Principi di Correggio (RE), con testi in catalogo di Vladek Cwalinski e Sandro Parmiggiani.

SERGI BARNILS