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Entità Celate

CATALOGO



Pubblicato in occasione di:


Entità Celate

MOSTRA PERSONALE DI

RABARAMA


17 Dicembre 2011

20 Gennaio 2012


Via Marino Freccia 72

84127 - Salerno

INFO SULLA PUBBLICAZIONE


Opere pubblicate: 25


Testo critico: Simone Bertolini

Entità Celate


di Simone Bertolini



Le figure di Rabarama si fanno carico di una pelle totalmente ricca di segni e di simboli, sembrano eternate in una dimensione esistenziale intermedia più vicina ad un mondo delle idee rispetto alla realtà.

In questo limbo si consuma il dramma di questi uomini che non riescono a liberarsi da soli, ma nemmeno con l’aiuto dello spettatore distratto, del tessuto che li ricopre per intero.

Il peso della loro pelle non si risolve in una sistemazione concettuale precisa: rimane materia evocativa con una dimensione comunicativa dai contorni indefiniti, vasta e forte per la natura espressiva che ogni simbolo possiede.

Alcune di queste figure non riescono a reagire a questa condizione e si chiudono in se stesse, con pose raccolte si rassegnano al proprio destino, mentre altre non si curano della propria natura particolare e lasciano che l’elemento umano prenda vita in un gesto, in un movimento o, citando gli stessi titoli delle opere, in un trans-porto, in una rot-azione.

Nei rari casi in cui la figura riesce parzialmente a spogliarsi del proprio mantello simbolico, mediante gesti di grande dinamismo, ci comunica più un bisogno di speranza che una voglia di libertà.

Mediante un’analisi più approfondita e sensibile riusciamo a cogliere il vero filo conduttore del lavoro dell’artista, contraddistinto dall’amore forte e dalla dolcezza che intrinsecamente è trasmessa da una madre ai propri figli.

L’atto d’amore, che anima il processo creativo di Rabarama, si completa, in fin dei conti, proprio nel conferire a queste figure una dimensione epiteliale particolarmente ricca e coinvolgente che cattura l’attenzione, fungendo da corazza, e difende da sguardi indagatori e giudicanti di possibili predatori.

Il mimetismo camaleontico, che l’artista conferisce alle proprie opere, permette loro di confondersi tra i simboli e le convenzioni che ricorrono nella nostra mente e che hanno infinite chiavi di lettura.

Siamo in presenza di un dono forse inconsapevole che permette di preservare quanto di più caro si ha sotto la propria pelle. 

In realtà l’invito ad andare oltre il visibile, rivolto allo spettatore attento e sensibile, è chiaro e terribilmente attuale.

Artista del nostro tempo, Rabarama esprime la difficoltà dell’uomo contemporaneo di trovare una giusta dimensione per vivere, con spontaneità, la propria natura umana, enucleandola da tutto il resto.

Preferiamo nasconderci, sentirci parte di qualcosa, seguire una moda o un'altra, proteggerci dal giudizio, senza renderci più conto che potremmo anche non avere una pelle-corazza per emozionare e per essere rispettati in quanto entità definita e straordinariamente affascinante.

L’uomo di oggi, ai suoi stessi occhi, diventa sempre più simbolo e meno essere umano, incasellando frettolosamente se stesso e tutti gli altri uomini in categorie che non rendono giustizia alle sue potenzialità ontologiche.

La sensibilità del lavoro di Rabarama poggia proprio sulla libertà di indagine che abbiamo nell’interrogare il suo prodotto d’amore.

Lasciandoci indagare, esaminare, apprezzare ed esaltare, criticare e giudicare le sue creature, l’artista ci porge la chiave per rivalutare la nostra condizione e per liberarla dall’esteriore, non per forza escludendolo, ma dandogli il giusto valore rispetto a ciò che conta davvero.

Siamo liberi di esprimere la nostra opinione e di vedere ciò che vogliamo in queste creazioni, anzi siamo chiamati a farlo… con la speranza, tuttavia, di cogliere la fragilità e l’infinità dolcezza della condizione umana, andando oltre l’esteriorità, guardando oltre le simbologie.